venerdì 24 febbraio 2012

L’ernia discale nel cane



Dr med vet Davide Lafranchi, Osteopatia IMAOV 

L’ernia o prolasso discale si presenta come urgenze veterinarie. Spesso però l’origine e l’evoluzione sono di natura cronica e progressiva. Infatti la causa primaria risiede in una degenerazione del disco intervertebrale che può iniziare già nei primi anni di vita.

Disco intervertebrale estruso con compressione del midollo spinale


vertebra e posizione del canale midollare (freccia gialla)
 La sintomatologia è di regola acuta e viene associata ad un evento traumatico, quale incidenti o cadute. Non è raro comunque che a livello anamnestico non sia possibile definire una causa scatenante. Questo è dovuto al carattere degenerativo e progressivo dell’ernia discale. In presenza di dischi molto fragili piccoli spostamenti possono essere sufficienti per evidenziare una patologia fino a quel momento latente.

 Sebbene l’ernia discale non sia una malattia neurologica ma legata al sistema osteoarticolare, la sintomatologia è tipicamente neurologica con presenza o meno di dolore e /o deficit.

 - Il disco intervertebrale è formato da un corpo centrale (nucleo polposo , molto idratato e simile a gelatina) e da un anello esterno fatto di tessuto elastico (anello fibroso), ed è presente dalla seconda vertebra cervicale alla prima sacrale. Forma una specie di cuscinetto protettivo ad acqua tra due vertebre. Nelle razze predisposte , il nucleo polposo degenerato , tende a spostarsi dal centro a dorsalmente a causa della rottura delle fibre” dell’anulus fibrosus” e protendere quindi verso il canale vertebrale.

Nel caso di prolassi o ernie acute con compressione ci troviamo confrontati ad uno spostamento completo o parziale di materiale discale nel canale midollare . A seguito della pressione diretta sul midollo spinale saremo confrontati a deficit circolatori e ipossia tissutale. A dipendenza della gravità di questi sintomi potrà essere necessario un intervento chirurgico.

Nel caso di dolori al rachide (schiena) con cifosi ma senza deficit neurologici , la terapia è essenzialmente conservativa e prevede l’utilizzo di farmaci analgesici e antiinfiammatori e in una fase successiva fisioterapia e osteopatia.

Lo stesso vale per paraparesi spastica degli arti posteriori con atassia e limitata propiocezione, (il cane cammina in modo rigido incoordinato e trascina parzialmente le zampe).

 Nel caso di Paraparesi gravi dove il cane non può più camminare da solo ma se aiutato compie ancora movimenti spontanei si opta di preferenza per la terapia chirurgica con una buona prognosi.

Nel caso di Paralisi bilaterale senza movimenti spontanei, la prognosi dipende dalla presenza o meno del “dolore profondo” ( se si stimolano le dita con un ago o una pinza il cane dovrebbe reagire chiaramente , piangendo, minacciando, cercando di ritrarre l’arto). L’assenza di dolore profondo è un’indicazione assoluta per la chirurgia che deve avvenire però entro le 48 ore dall’insorgenza dei sintomi.

Un’ernia discale con compressione del midollo spinale è sempre dolorosa a causa della pressione sulle meningi e sui nervi spinali. L’intensità di questi sintomi può variare, ma di regola le espressioni più dolorose sono riferite alle patologie delle vertebre cervicali.( il cane si lamenta di continuo, vocalizzazioni, impossibilità o difficoltà ad abbassare il collo per mangiare o bere).Alla palpazione la zona colpita risulterà dura e poco mobile a causa delle contratture muscolari secondarie.

Il muscolo si contrae in una specie di riflesso protettivo, limitando al minimo la mobilità delle strutture vertebrali.

Nel caso di prolassi o ernie discali acute senza compressione, non avremo estrusione di materiale discale nel canale midollare ma unicamente un edema o ematoma. In questo caso la terapia è conservativa.

 La zona della colonna vertebrale statisticamente più colpita da ernia discale è rappresentata dal passaggio tra vertebre dorsali e lombari ( T3-L3).in minor misura il collo e la zona lombare. Ciò è dovuto a predisposizioni anatomiche , ad esempio nei bassotti (e razze condrodistrofiche), o a causa di ripetute sollecitazioni, ad esempio nei cani da sport o da lavoro. La zona toracolombare è continuamente sottoposta a movimenti di lateroflessione e non unicamente di flessione e estensione. A titolo preventivo è quindi importantissima la presenza di una buona struttura muscolare protettiva.

In assenza di “ compressione” gli animali mostrano poco dolore ma comunque deficit neurologici quali diminuita propiocezione ( la percezione dell’arto nello spazio, cioè la capacità di posizionare correttamente la zampa al suolo, senza inciampare o trascinare le dita ).

Sintomatologia
  • Dolori alla palpazione dorsale con muscolatura paravertebrale contratta 
  • Posizione cifotica (schiena ingobbita) animale restio al movimento, arti posteri rigidi e distesi in avanti 
  • Movimenti incoordinati (atassia), andatura instabile, inciampare, trascinare le dita 
  • Tremito a uno più arti 
  • Paresi o paralisi degli arti con impossibilità a urinare o defecare (atonia del colon e paresi vescicale) 
  • Alterazione dei riflessi spinali +/- - difetto di propiocezione fino ad assenza del dolore profondo 

Diagnostica
In presenza di uno più di questi sintomi è importante richiedere una visita veterinaria.
La diagnosi viene effettuata tramite visita clinica , ortopedica , neurologica ed esame radiologico. È infatti molto importante poter distinguere tra un ‘ernia discale ed altri disturbi neurologici associati (mielopatia degenerativa, stenosi lombo-sacrale) o problemi prettamente ortopedici quali displasia dell’anca e affezioni osteo-artosiche agli arti. Un forte dolore alla schiena può causare tensione addominale ed essere scambiato con un addome acuto, fuorviando la diagnosi!

Immagine TAC (tomografia assiale computerizzata)

situazione normale

ernia discale con protrusione di materiale nel canale midollare (freccia gialla)
Attualmente in presenza di deficit neurologici si ricorre ad altre analisi specialistiche quali mielografia , TAC o MRI.

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